Uno dei parchi più belli e assolutamente da vedere di tutta Europa si trova in Italia, in un piccolo borgo medievale da riscoprire.
Volete totalmente immergervi in un capolavoro senza tempo, dove ogni fontana o vialetto racconta una storia di ingegno umano e rispetto per la natura? In uno dei luoghi forse più inaspettati d’Italia, c’è un capolavoro architettonico che va oltre la semplice visita turistica, offrendo un viaggio nella cultura e nell’estetica del Rinascimento italiano. Siamo a Bagnaia, un piccolo borgo medievale frazione di Viterbo, che custodisce uno dei parchi più celebri del Vecchio Continente.

Qui, nel cuore del Lazio, c’è un complesso monumentale, realizzato nel XVI secolo, che rappresenta una delle espressioni più raffinate dell’arte del giardino all’italiana, dove architettura e natura sono fuse in un capolavoro ingegneristico dall’equilibrio sorprendente, Villa Lante. Commissionata dal cardinale Gianfrancesco Gambara e progettata in parte da Jacopo Barozzi da Vignola, la villa si distingue per un’impostazione insolita rispetto ad altre residenze nobiliari dell’epoca.
Perché Villa Lante rappresenta un unicum nel suo genere?
In effetti, più che l’interno della villa, a stupire i visitatori è il suo esterno, ovvero l’immenso parco che la circonda: le due palazzine gemelle, Gambara e Montalto, sono infatti disposte lateralmente, lasciando il centro della scena a un elaborato sistema di fontane e giochi d’acqua che si sviluppano lungo un asse in pendenza. In sostanza, la residenza nella sua interezza va visitata dall’alto verso il basso, lasciandosi trasportare dal fluire naturale dell’acqua.

La stessa acqua proviene da una sorgente locale e scorre senza l’ausilio di pompe, sfruttando esclusivamente la forza di gravità, con il risultato che ci troviamo di fronte a un sistema idraulico tanto antico quanto efficiente, capace ancora oggi di creare effetti sonori e visivi diversi a seconda della posizione del visitatore. Spostandoci tra terrazze e scalinate in pietra peperina, si incontrano fontane scenografiche e ricche di simbolismo, come la Fontana dei Lumini e la Fontana della Catena.
Che cosa vedere all’interno di Villa Lante
La prima delle due fontane è caratterizzata da piccoli zampilli che ricordano candele accese, mentre la seconda ha una forma che richiama lo stemma araldico della famiglia Gambara, con ogni dettaglio che è studiato per stupire e per raccontare il legame tra potere, natura e arte. Ma Villa Lante non va visitata solo per le sue fontane: molto suggestiva è anche la Mensa del Cardinale, un lungo tavolo in pietra progettato per i banchetti all’aperto.

Nella parte inferiore del complesso, che per bellezza viene paragonato addirittura alla reggia di Versailles, si apre il giardino formale, un perfetto esempio di geometria e simmetria. Siepi di bosso finemente modellate disegnano motivi ornamentali che si apprezzano appieno dalle terrazze superiori e al centro spicca la Fontana dei Mori, attribuita a Taddeo Landini, con quattro figure scolpite che sostengono lo stemma papale. Un luogo magico che ha affascinato anche Carlo III, il quale ha modellato la sua residenza di Highgrove, proprio prendendo ispirazione da Villa Lante.





