Il cappotto termico non serve per tenere la casa calda: è questo il suo vero funzionamento

Molte persone credono che il cappotto termico serva solo a tenere caldo il proprio appartamento, ma non tutti sanno che non è affatto così: a cosa serve veramente.

Per anni è stato il mantra del comfort domestico: se vuoi tenere casa al caldo e risparmiare sulle bollette, la soluzione è installare il cappotto termico. Messaggi, incentivi e testimonial che lo promuovono come una sorta di “cura miracolosa” per ogni casa fredda hanno convinto migliaia di famiglie italiane a investire in questo sistema isolante.

operaio che mette cappotto termico
Il cappotto termico non serve per tenere la casa calda: è questo il suo vero funzionamento – acvbus.it

Lo strato di isolamento attorno alle pareti è diventato sinonimo di efficienza energetica, benessere e sostenibilità. Ma oggi, al di là degli slogan e degli incentivi fiscali, molti si chiedono cosa accade veramente tra le pareti dopo l’installazione, soprattutto sul lungo periodo. Qual è il vero impatto sull’ambiente interno della nostra abitazione? Il quadro, come spesso accade, non è così semplice come sembra.

Un segreto che emerge a metà: il vero impatto sugli spazi interni

Installare un cappotto termico esterno, ovvero un sistema di pannelli isolanti fissati alle pareti dell’edificio, ha senza dubbio benefici tangibili sul comfort e sui consumi. Un cappotto ben progettato e realizzato:

  • Riduce significativamente le dispersioni di calore in inverno, mantenendo gli ambienti più caldi con meno energia.
  • Abbassa gli sbalzi termici tra interno ed esterno, contribuendo a un clima interno più uniforme.
  • Può migliorare l’ambiente estivo, ostacolando il trasferimento del calore esterno all’interno.
  • Favorisce il risparmio energetico riducendo l’uso di riscaldamento e climatizzazione.
  • Aiuta ad attenuare i rumori, migliorando il comfort acustico.
schiuma cappotto termico
Un segreto che emerge a metà: il vero impatto sugli spazi interni – acvbus.it

Nonostante questi vantaggi, l’idea che il cappotto sia sempre e comunque la “soluzione perfetta” è un’eccessiva semplificazione. Anche le migliori tecniche di isolamento presentano limiti e criticità che spesso vengono trascurati. Solo a un’analisi più attenta emergono alcuni aspetti meno noti ma importanti:

1. Spazio interno ridotto: nel caso di cappotto interno o spessori significativi delle mura isolate, si può perdere centimetri preziosi di spazio abitabile. Questo è un problema soprattutto in appartamenti di piccole dimensioni e in ambienti già compatti.

2. Rischi di umidità e muffa: se la posa non è corretta o i materiali non sono compatibili con la parete sottostante, l’isolamento può creare condensa interstiziale: l’umidità resta intrappolata tra muro e isolante, favorendo muffa, odori e degrado nascosto.

3. Costi e manutenzione: nonostante gli incentivi, un cappotto ben fatto non è economico. I costi iniziali possono essere elevati e la manutenzione nel tempo è fondamentale per evitare deterioramenti e compromettere l’efficacia dell’intervento.

4. Non sempre l’unica soluzione: esistono alternative e tecniche complementari all’isolamento tradizionale – dall’insufflaggio delle cavità murarie a materiali innovativi a basso spessore – che possono offrire benefici simili con meno impatto su costi e spazi.

Il punto centrale è che il cappotto termico non è una bacchetta magica: funziona, ma la sua efficacia reale dipende da progettazione, materiali, posa e contesto dell’abitazione

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