La chiamano la capitale di tutti i pastori: il borgo più incantevole dell’Abruzzo

Un borgo in Abruzzo dove il tempo sembra essersi fermato e dove ogni anno si ripete una delle tradizioni più longeve per i pastori.

C’è una regione in Italia che viene definita “il polmone verde d’Europa”. Una terra dove la natura domina incontrastata, tra vette maestose, parchi sconfinati e borghi sospesi nel tempo. In questo angolo straordinario del Centro Italia, scegliere il luogo più affascinante non è semplice: ogni paese custodisce una storia, ogni panorama lascia senza fiato.

il centro di castel del monte e nel cerchio alcune pecore
La chiamano la capitale di tutti i pastori: il borgo più incantevole dell’Abruzzo (Acvbus.it)

Qui si innalza il massiccio del Gran Sasso, si estendono aree protette come il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale della Maiella, mentre la costa regala chilometri di scenari affacciati sull’Adriatico. L’Abruzzo è tutto questo: natura potente, tradizioni radicate, cucina autentica e vini che raccontano il territorio. Ma tra montagne e altopiani si nasconde un luogo che più di altri rappresenta l’anima profonda di questa terra.

Un labirinto di pietra dove il tempo si è fermato

Immaginate di camminare lungo vicoli strettissimi, archi in pietra che collegano le case e costruzioni verticali che sembrano piccole torri medievali. Un dedalo di passaggi coperti, chiamati “sporti”, che creano un intreccio architettonico unico nel suo genere. Siamo a oltre 1.300 metri di altitudine, in un borgo che conta meno di 400 abitanti e che figura tra i più belli d’Italia. Le sue abitazioni in muratura si sviluppano fino a cinque o sei piani, con basi strette e altezze sorprendenti.

vicoli di castel del monte
Un labirinto di pietra dove il tempo si è fermato (Acvbus.it)

Camminando nel centro storico si ha la sensazione che il tempo abbia rallentato, quasi sospeso. E poi ci sono i racconti tramandati dagli anziani: riti popolari celebrati sotto i porticati per allontanare le streghe, tradizioni antiche che ancora oggi alimentano il fascino del paese.

Ecco perché è la “capitale dei pastori”

Il borgo di cui parliamo è Castel del Monte, in provincia dell’Aquila. Da non confondere con l’omonimo castello pugliese, questo gioiello medievale è soprannominato la “capitale dei pastori” per un motivo ben preciso.

transumanza
Ecco perché è la “capitale dei pastori” (Acvbus.it)

Per secoli, infatti, è stato uno dei centri nevralgici della transumanza. Da qui, ogni inverno, partivano i greggi lungo il Tratturo Magno, il più lungo dei Regi Tratturi italiani con i suoi 244 chilometri. Le pecore attraversavano l’altopiano di Campo Imperatore per raggiungere le pianure del foggiano, in Puglia, seguendo percorsi erbosi che oggi raccontano una delle pagine più autentiche della storia rurale italiana.

La pastorizia non è solo un ricordo, ma un’identità ancora viva. Nel borgo è presente un museo diffuso dedicato al lavoro nei campi e alla lavorazione della lana, testimonianza concreta di un legame che non si è mai spezzato. La cultura della transumanza, del resto, è riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Castel del Monte non è soltanto uno dei borghi più affascinanti dell’Abruzzo. È il simbolo di una regione che ha saputo custodire la propria anima, fatta di silenzi, altitudini, greggi in cammino e tradizioni che resistono al tempo

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