La città con gli affitti più alti non è né Roma e nemmeno Milano: è insospettabile, eppure lì si arriva a pagare davvero tantissimo ogni mese.
C’è una domanda che sta tormentando sempre più famiglie italiane: quanto pesa davvero l’affitto sullo stipendio? Negli ultimi anni il costo della vita è salito rapidamente e trovare una casa in locazione è diventato un percorso a ostacoli, soprattutto nei grandi centri urbani.

Quando si pensa alle città più care, il pensiero corre subito a Milano e Roma. Due metropoli dove un monolocale in zona semicentrale può superare facilmente i mille euro al mese. Cifre che, per molti lavoratori e giovani coppie, equivalgono a una fetta enorme dello stipendio. Non sorprende che sempre più famiglie stiano valutando di trasferirsi altrove, alla ricerca di un equilibrio tra qualità della vita e sostenibilità economica.
Eppure, la vera sorpresa non è dove gli affitti costano di più in valore assoluto. Il punto cruciale è un altro: quanto incidono davvero sul reddito medio di una famiglia? È qui che la classifica cambia radicalmente e che le certezze iniziano a vacillare.
Non è Milano, non è Roma: la città che pesa di più sulle famiglie con gli affitti più alti d’Italia
A ribaltare la prospettiva è un’analisi condotta da Idealista, la nota piattaforma di annunci immobiliari. Lo studio non si è limitato ai canoni medi, ma ha misurato il cosiddetto “tasso di sforzo”: la percentuale di reddito che una famiglia deve destinare all’affitto. Il dato medio nazionale si aggira attorno al 31%. In altre parole, quasi un terzo delle entrate familiari viene assorbito dalla casa. Ma c’è una realtà italiana dove questa percentuale raddoppia quasi.

La città in cui l’affitto incide di più sul bilancio domestico non è né Firenze né Venezia, e nemmeno le già citate metropoli. Il primato spetta a Massa, in provincia di Carrara. Qui le famiglie arrivano a destinare circa il 60% del proprio reddito al pagamento dell’affitto.
Un dato che sorprende perché, in termini assoluti, un trilocale a Massa non costa più che a Milano. La differenza sta nel rapporto tra stipendi medi e canoni richiesti: dove i redditi sono più bassi, l’impatto dell’affitto diventa molto più pesante. Subito dopo si posizionano Napoli e Como, con un’incidenza intorno al 42% del reddito familiare.
La lezione è chiara: non basta guardare il prezzo sul contratto. Per capire dove vivere sia davvero più oneroso, bisogna osservare quanto quell’importo incide sulle entrate reali. E a volte, le città che sembrano più “tranquille” nascondono le sorprese più amare.





