È chiamato il Borgo delle streghe ed è sospeso su una rupe di tufo: la meraviglia a due passi da Roma

Il suggestivo Borgo delle Streghe a pochi chilometri da Roma: un gioiello sospeso su una rupe di tufo tra arte, natura, leggende e panorami mozzafiato nella Valle del Treja.

A meno di un’ora dalla frenesia di Roma esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Un piccolo agglomerato di case in bilico su una rupe rossastra, circondato da un mare di verde profondo, dove il vento sibila tra le gole e il silenzio ha un suono quasi ipnotico. Qui non arrivano clacson né traffico, solo passi lenti sui sampietrini e lo sguardo che si perde oltre la valle.

il borgo di Calcata visto dall'alto
È chiamato il Borgo delle streghe ed è sospeso su una rupe di tufo: la meraviglia a due passi da Roma (Acvbus.it)

Chi arriva per la prima volta resta colpito dal contrasto: da una parte la modernità della capitale, dall’altra un mondo sospeso, quasi irreale. Le abitazioni sembrano scolpite nella roccia, i balconi si affacciano sul vuoto e l’orizzonte è disegnato da boschi fitti e forre profonde. Non è solo un borgo medievale ben conservato, ma un microcosmo che custodisce storie insolite, energie creative e leggende mai del tutto sopite.

Un passato di abbandono e rinascita

Per comprendere davvero l’atmosfera che si respira tra queste mura bisogna fare un passo indietro nel tempo. Negli anni Trenta del Novecento, un decreto dichiarò il centro storico pericolante, imponendo agli abitanti di trasferirsi poco distante. Le case rimasero vuote, le porte chiuse, le strade deserte. Sembrava la fine definitiva.

calcata dal drone
Un passato di abbandono e rinascita (Acvbus.it)

E invece fu solo l’inizio di una seconda vita. Tra gli anni Sessanta e Settanta, quando in tutta Europa si cercavano nuovi spazi di libertà e sperimentazione, artisti, intellettuali e spiriti anticonformisti scoprirono questo paese dimenticato. Le abitazioni abbandonate divennero atelier, laboratori, rifugi creativi. La pietra di tufo, fragile e potente allo stesso tempo, divenne la cornice perfetta per una comunità alternativa che ha lasciato un segno indelebile.

Oggi, passeggiando tra i vicoli, si percepisce ancora quell’anima bohémien. Le botteghe non espongono oggetti seriali ma creazioni uniche: ceramiche, gioielli, dipinti, manufatti che raccontano storie personali. Ogni angolo sembra custodire un frammento di visione artistica, ogni finestra una prospettiva diversa sul mondo.

Dove il mistero incontra la natura

Siamo a Calcata, nel cuore della Tuscia, affacciata sulla suggestiva Valle del Treja. Conosciuta come il Borgo delle Streghe, deve il soprannome alle leggende nate dal vento che attraversa le gole di tufo producendo suoni singolari, quasi canti lontani. La fantasia popolare ha fatto il resto, alimentata da un’atmosfera esoterica e dalla presenza silenziosa di tanti gatti che si muovono tra le case in pietra.

Calcata arroccata
Dove il mistero incontra la natura (Acvbus.it)

Il cuore del paese è una piccola piazza dove svettano tre imponenti troni scolpiti nel tufo, simbolo della rinascita artistica locale. Poco distante si trova la chiesa principale, legata a una delle reliquie più discusse della tradizione cristiana, il cosiddetto Santo Prepuzio, scomparso misteriosamente negli anni Ottanta ma ancora al centro di racconti e curiosità.

Il fascino di Calcata non si esaurisce tra le sue mura. Intorno si estende il Parco Valle del Treja, un’area protetta dove la natura domina incontrastata. Nei boschi si nasconde l’originale Opera Bosco, museo a cielo aperto in cui le opere sono create con materiali naturali destinati a trasformarsi con il tempo. Poco più in là, le scenografiche Cascate di Monte Gelato offrono un paesaggio da cartolina, scelto anche come set cinematografico per film celebri del cinema italiano.

Raggiungere Calcata richiede di lasciare l’auto nel centro più recente e proseguire a piedi lungo un percorso panoramico che prepara lentamente all’ingresso nel borgo antico. È un piccolo rito di passaggio che segna il distacco dalla quotidianità. Scarpe comode, passo lento e sguardo attento: è così che si entra davvero nel Borgo delle Streghe, un luogo che a soli quaranta chilometri da Roma continua a vivere sospeso tra realtà e leggenda.