Rimborso spese mediche: lo stato ti paga le cure anche all’estero

Cosa sapere per non pagare tutto di tasca propria quando sostieni delle spese mediche all’estero.

Sono centinaia di migliaia gli italiani che annualmente si recano all’estero per ricevere cure mediche, molto spesso nella totale inconsapevoleza di poter ottenere un rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute. Questo diritto deriva da una normativa europea, la direttiva 24/2011, recepita in Italia dalla cosiddetta Schengen Sanitaria nel 2014, che consente ai cittadini di accedere alle prestazioni sanitarie nei Paesi dell’Unione alle stesse condizioni previste dal Servizio Sanitario Nazionale.

uomo chiede informazioni su rimborso spese mediche
Rimborso spese mediche: lo stato ti paga le cure anche all’estero (Acvbus.it)

In estrema sintesi, questa normativa sostiene che ci si può curare fuori dai confini nazionali pagando solo l’eventuale ticket, oppure gratuitamente nei casi previsti. Grazie al decreto legislativo n. 38 del 2014, insomma, anche in Italia è stata introdotta la Tessera Europea di Assicurazione Malattia, conosciuta come TEAM, che coincide con il retro della nostra tessera sanitaria ed è valida nei Paesi dell’Unione Europea e in alcuni Stati associati, ad esempio la Svizzera.

Quali prestazioni sanitarie sono garantite in Europa senza pagare nulla

In questi casi, la tessera sanitaria di valore europeo può essere usata solo per soggiorni temporanei come vacanze, studio o trasferte di breve durata. Se il soggiorno diventa stabile, è necessario iscriversi al sistema sanitario del Paese ospitante, mentre anche in caso di smarrimento della tessera, è possibile richiedere un certificato sostitutivo con lo stesso valore legale. Si tratta, insomma, di un vantaggio non indifferente e non solo dal punto di vita economico, ma anche pratico.

stetoscopio e soldi in moneta
Quali prestazioni sanitarie sono garantite in Europa senza pagare nulla (Acvbus.it)

Non tutte le situazioni vengono gestite allo stesso modo: quando si tratta di cure urgenti, come un incidente o un malore improvviso durante un viaggio, il cittadino può recarsi in una struttura pubblica del Paese in cui si trova, mostrare la TEAM e ricevere assistenza. In questi casi si paga solo l’eventuale quota prevista dal sistema sanitario locale, equivalente al ticket italiano, mentre se invece la prestazione è urgente ma non disponibile in Italia, può essere garantita anche senza costi, eccetto il ticket.

Come funzionano le cure programmate da affrontare all’estero

Diverso è il caso delle cure programmate: in tal caso, quando si decide di recarsi all’estero per un intervento pianificato, è necessario ottenere prima della partenza un’autorizzazione dalla propria ASL. Questo passaggio è fondamentale e viene concesso soprattutto quando la prestazione non è disponibile in Italia o non può essere erogata in tempi compatibili con le condizioni del paziente e anche se questi deve anticipare le spese, ha poi diritto a chiedere il rimborso.

due dita mettono un dado con una croce in un salvadanaio
Come funzionano le cure programmate da affrontare all’estero (Acvbus.it)

Il meccanismo del rimborso segue una regola precisa: viene riconosciuto l’importo più basso tra quanto pagato all’estero e quanto costerebbe la stessa prestazione in Italia. Questo significa che non sempre si recupera l’intera cifra spesa mentre comunque ci sono casi, a seconda della Regione, in cui possono essere rimborsate anche le spese di viaggio e quelle per un eventuale accompagnatore. Per ottenere il rimborso è necessario presentare domanda alla propria ASL oppure, se ci si trova ancora all’estero, all’ambasciata italiana.

Quali documenti servono per ottenere il rimborso delle spese sanitarie sostenute all’estero

È fondamentale conservare tutta la documentazione originale, comprese fatture e certificati medici: generalmente si hanno sessanta giorni per presentare la richiesta e altri sessanta per ricevere il rimborso. Anche eventuali controlli successivi effettuati all’estero richiedono una nuova autorizzazione preventiva. Un aspetto spesso poco considerato riguarda la possibilità di detrarre fiscalmente le spese rimaste a carico del paziente, ottenendo in dichiarazione dei redditi una detrazione del 19%, al netto della franchigia prevista.

Infine, è importante distinguere tra Paesi convenzionati e non convenzionati: il sistema di rimborso descritto vale solo dove esistono accordi con l’Italia. Nei Paesi extraeuropei privi di convenzioni, la TEAM non è valida e tutte le spese sanitarie restano a carico del cittadino, per cui, prima di partire verso queste destinazioni, è fortemente consigliato stipulare un’assicurazione sanitaria privata, che possa coprire eventuali costi medici e garantire maggiore tranquillità durante il soggiorno.