In Italia c’è un’area archeologica dell’età del ferro che in pochi conoscono: farete un salto indietro nel tempo

In Italia c’è una bellissima area archeologica risalente all’età del ferro: non tutti la conoscono, ma visitarla è come fare un salto nel passato.

C’è un’Italia che non fa rumore, lontana dalle metropoli affollate e dalle mete più fotografate. È fatta di salite ripide, muri in pietra consumati dal vento e panorami che si aprono all’improvviso dopo una curva stretta. Negli ultimi anni sempre più viaggiatori hanno scelto un turismo lento, autentico, capace di restituire il senso profondo dei luoghi. Non più solo città d’arte e capitali europee, ma piccoli centri dove la storia non è esposta: è vissuta.

veduta dall'alto di San Giorgio
In Italia c’è un’area archeologica dell’età del ferro che in pochi conoscono: farete un salto indietro nel tempo Acvbus.it

Tra vigneti ordinati, cave silenziose e sentieri che si arrampicano sulle colline, esiste un borgo che sembra custodire un segreto. Da lontano appare vicino, quasi a portata di mano. Ma basta iniziare a camminare per capire che la meta richiede impegno: la salita è lunga, a tratti impegnativa, e regala la sensazione di inseguire qualcosa che si sposta sempre un po’ più in là.

Chi decide di arrivare fino in cima viene ripagato da un panorama che abbraccia la valle e da un’atmosfera fuori dal tempo. Le case in pietra si raccolgono attorno a un antico edificio religioso, mentre i muretti a secco – le tradizionali marogne – disegnano il paesaggio come linee incise nella roccia. Tutto parla di fatica, di lavoro manuale, di generazioni che hanno modellato la montagna.

Il borgo che “inganna” e conquista: l’area archeologica risalante all’età del ferro: tutta da scoprire

Il suo nome incuriosisce e divide gli studiosi. Secondo l’interpretazione più suggestiva, deriverebbe dall’idea di “ingannare i pigri”: visto dal fondovalle sembra facile da raggiungere, ma la salita mette alla prova anche i più allenati. Un’altra ipotesi collega invece il toponimo a un termine preromano che richiama un “mucchio di pietre”, riferimento evidente alla natura rocciosa del territorio e all’antica attività di estrazione del marmo.

Non è un caso che questo luogo sia stato inserito tra i borghi più affascinanti d’Italia. Qui storia, paesaggio e tradizione si intrecciano senza artifici. Accanto all’antica pieve romanica dedicata a San Giorgio Martire, uno dei simboli architettonici della zona, si apre un chiostro del XII secolo che invita al silenzio e alla contemplazione. Solo a questo punto si comprende davvero la portata del viaggio: non è soltanto un borgo suggestivo, ma un’autentica area archeologica dell’età del Ferro.

Pieve di San giorgio
Il borgo che “inganna” e conquista: l’area archeologica risalante all’età del ferro: tutta da scoprire (Instagram @posti_e_past) Acvbus.it

Si tratta di San Giorgio Ingannapoltron, frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona. Accanto alla pieve si trova un Antiquarium che conserva reperti preistorici e testimonianze archeologiche rinvenute proprio nell’area circostante, tracce concrete di insediamenti risalenti all’età del Ferro.

Passeggiando tra il chiostro e i sentieri panoramici, si ha la percezione di camminare sopra strati di storia sovrapposti. La “Strada della Poesia” in dialetto locale e la Via Crucis scolpita nella pietra raccontano non solo la spiritualità del luogo, ma anche la vita dura degli scalpellini e dei marmisti che hanno segnato l’identità della zona.

Il momento più suggestivo? La tradizionale “Festa delle Fae”, che si celebra la seconda domenica di novembre: un appuntamento che unisce comunità e visitatori in un’atmosfera sospesa, dove il passato sembra affiorare tra le luci soffuse e il profumo dell’autunno.

Un viaggio qui non è soltanto una gita fuori porta. È un ritorno alle radici, in un angolo di Veneto dove la storia non è chiusa nei libri, ma incisa nella pietra.

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