Con il metodo di pagamento più semplice e immediato, da adesso si possono evitare code ai caselli autostradali: di cosa si tratta.
Se viaggiare in auto significa spesso affrontare file ai caselli e armeggiare con monetine o dispositivi vari, presto tutto potrebbe cambiare. Immagina di non dover più fissare al parabrezza un piccolo apparecchio di plastica, di non pensare più al noleggio o alla manutenzione di un transponder. Tutto ciò che serve potrebbe già essere in tasca: il tuo smartphone. L’idea non è fantascienza, ma il prossimo passo nella digitalizzazione dei servizi per chi guida.

Il progetto punta a trasformare il telefono in un vero e proprio strumento di pagamento diretto per i pedaggi. In pratica, basterà un’app dedicata: il telefono dialogherà con i sensori presenti al casello, che riconosceranno la targa del veicolo e addebiteranno automaticamente l’importo sul conto digitale collegato all’utente. Niente più dispositivi fisici da installare, spedizioni, timori sul corretto rilevamento del segnale o batteria scarica. La tecnologia alla base si chiama V2X, cioè “vehicle-to-everything”, e permette al veicolo di comunicare con infrastrutture e sistemi esterni in tempo reale.
Pedaggio smart e viaggi più fluidi
I vantaggi sono immediati: per chi viaggia in auto significa meno burocrazia e costi fissi; per i motociclisti, niente più supporti da fissare o guanti da togliere per cercare portafogli o dispositivi. Lo smartphone diventa tutto: transponder, carta di credito e chiave digitale del viaggio. Il sogno di passare un casello senza rallentamenti e senza code sembra finalmente a portata di mano.

Al momento, in Europa non esistono sperimentazioni su larga scala che abbiano eliminato del tutto i dispositivi fisici, ma la direzione è chiara. Dopo aver trasformato il telefono in navigatore, biglietto del treno e metodo di pagamento, il pedaggio autostradale è l’ultimo tassello di questa evoluzione digitale. Quando la tecnologia sarà pronta e le infrastrutture aggiornate, attraversare un casello senza oggetti aggiuntivi potrebbe diventare la normalità, rendendo i viaggi più rapidi, sostenibili e privi di stress.
In sostanza, il futuro della mobilità passa sempre più dal software e meno dalla plastica: pagare il pedaggio con lo smartphone non è solo comodo, è l’ultimo passo verso un’esperienza di viaggio completamente integrata e senza interruzioni.
Cosa succede in Europa: lo stato dell’innovazione
Mentre in Italia l’idea di pagare il pedaggio direttamente con lo smartphone è ancora in fase di progettazione, in Europa il dibattito è già acceso. Alcuni Paesi stanno sperimentando sistemi digitali integrati, ma nessuno ha ancora eliminato completamente i dispositivi fisici come transponder o tag Telepass. La maggior parte delle iniziative riguarda test limitati su tratte selezionate, con infrastrutture aggiornate e protocolli di sicurezza avanzati.

Il quadro europeo mostra però una tendenza chiara: la mobilità si sta digitalizzando, e i pedaggi rappresentano uno degli ultimi ambiti ancora legati a strumenti tradizionali. Paesi come Francia, Spagna e Germania stanno valutando soluzioni ibride che combinano app, sensori e telecamere per registrare il passaggio dei veicoli, aprendo la strada a un futuro in cui il telefono potrebbe davvero sostituire qualsiasi apparato fisico. In questo scenario, l’Italia osserva e sperimenta, pronta a cogliere l’opportunità quando le infrastrutture saranno pronte.





