Fondata nel 1593 dalla Repubblica di Venezia, Palmanova racconta la sua storia misteriosa e affascina il mondo intero per la sua forma geometrica.
Nel cuore del Friuli Venezia Giulia esiste un paese che vista dall’alto sembra un immenso fiore o una ragnatela, perché è un reticolato geometrico che sorprende allo sguardo. Questo piccolo comune di qualche migliaio di abitanti, infatti, se fotografato da un drone, rappresenta un disegno perfetto, una stella geometrica che sfida i secoli e continua a raccontare una storia di ordine, bellezza e ingegno umano.

Le strade si aprono come raggi, le mura seguono un ritmo preciso, le porte dialogano tra loro secondo una logica rinascimentale che cercava l’equilibrio assoluto tra funzione e armonia: la cittadina in questione è Palmanova, in provincia di Udine, un vero e proprio gioiello architettonico, la cui bellezza ha attraversato diversi secoli, giungendo praticamente intatta fino ai giorni nostri. La sua è una storia datata oltre 500 anni: fu infatti fondata nel 1593 dalla Repubblica di Venezia.
La storia di Palmanova, la città stellata
Ribattezzata “la città stellata”, appunto per la sua forma perfetta di una stella a nove punte, la sua posizione la rendeva all’epoca una piazzaforte strategica, progettata per proteggere i confini orientali dalle minacce degli Asburgo e dalle incursioni ottomane. Palmanova è di fatto una città-fortezza costruita da zero, secondo un progetto razionale e ambizioso, dove la vita civile e quella militare dovevano convivere in perfetta simmetria.

Col passare del tempo, la sua struttura difensiva si è evoluta senza mai perdere coerenza, così alle prime due cinte murarie veneziane, fatte di bastioni e rivellini, si è aggiunta in epoca napoleonica una terza cerchia con lunette, adattando la fortezza alle nuove esigenze belliche. Questa continuità storica, così rara e ben conservata, ha portato Palmanova – nonostante sia fuori dai circuiti turistici e la bellezza sia sottovalutata – al più prestigioso dei riconoscimenti a cui una città storica possa ambire.
Perché Palmanova è diventata Patrimonio dell’Unesco
Palmanova è stata riconosciuta Monumento Nazionale nel 1960 e, nel 2017, a entrare nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco, insieme ad altri siti che vennero costruiti dalla Repubblica di Venezia e che sono sparsi, oltre che in Italia, anche in Croazia e Montenegro. La storia di questo comune italiano è davvero unica, così come unici sono i suoi tanti ingressi alla città fortificata, direzionati verso le città più importanti della zona, da Aquileia a Cividale, passando per Udine.

Piazza Grande, una vasta piazza esagonale che sembra trattenere il respiro, è davvero il cuore pulsante di Palmanova e tutto attorno troviamo le tracce di una storia antica: il Duomo Dogale, la Loggia dei Mercanti, la Gran Guardia, il Palazzo del Provveditore Generale e le statue dei governatori veneziani, fino appunto ad arrivare alle porte di ingresso alla città, poi la Passeggiata dell’Architetto e il Parco dei Bastini, e ancora alle cinta murarie. Chi la visita si fa lascia davvero avvolgere da una sensazione di equilibrio raro.





