In un’economia di guerra, il prezzo del diesel cresce più di quello della benzina: quali sono le ragioni di queste oscillazioni così alte.
Il cessate il fuoco di due settimane nella guerra in Iran, accordo raggiunto al limite mentre Trump dichiarava di aver pronto un piano finale e sosteneva che “un intera civiltà morirà stanotte”, molto probabilmente non porrà contestualmente fine alla crisi energetica in atto in questi giorni. La crisi mediorientale, infatti, ha portato a dei seri problemi di approvvigionamento di petrolio e carburanti, perché una parte importante delle forniture mondiali passa da quella zona.

In particolare, è lo stretto di Hormuz il cuore di questa crisi che ha davvero pochissimi precedenti, ma sono tanti gli analisti che sono convinti che la sua immediata riapertura subito dopo il cessate il fuoco non avrà nell’immediato i risvolti positivi che si attendono. Questo, come è abbastanza evidente, porta a meno offerta disponibile e più competizione tra Paesi per le forniture, per cui il prezzo della materia prima cresce e quello dei carburanti al dettaglio anche.
La guerra in Iran fa salire i prezzi, ma come mai il diesel era rincarato già prima?
Fino a qui siamo però nell’ambito di quelle che sono la geopolitica e l’economia spiegate in maniera molto semplice, perché poi alla fine è il consumatore finale a porsi le questioni reali su quanto sta accadendo e la domanda è sempre e solo una: come mai al dettaglio il diesel ormai costa tendenzialmente trenta centesimi in più rispetto alla benzina, quando fino a qualche mese fa il rapporto era quasi opposto?

La verità è che – qualora non ve ne foste accorti – il diesel era già aumentato prima della guerra e il motivo principale di questo aumento risiede nella legge di bilancio: in fase di approvazione, infatti, il legislatore ha aumentato le accise sul diesel e ridotto quelle sulla benzina, col risultato immediato che il gasolio è diventato più caro già dal primo gennaio 2026. Insomma, quantomeno in una prima fase, il rincaro del diesel non aveva nulla a che fare con la guerra, perché la guerra non era ancora scoppiata.
Perché il prezzo del diesel cresce più della benzina
Ma oggi invece perché il diesel cresce più della benzina? La domanda ha una risposta molto semplice, ovvero questo carburante è molto usato da trasporti, camion e industria e quindi la domanda è alta, per cui il mercato globale del diesel è più “teso”, con meno margine di scorte, e infine le nuove tasse lo penalizzano rispetto alla benzina. Insomma, se già c’era stato un aumento, lo scoppio della guerra è stato una sorta di colpo di grazia per chi usa mezzi a diesel.

L’impatto è evidente: prima dello scoppio della guerra, il prezzo del diesel era di circa 1,72€ di media al litro, ora siamo a due euro e dieci, ovvero quaranta centesimi in più e tutto questo nonostante il blocco temporaneo delle accise. Insomma, maggiore domanda e dinamiche di mercato fanno salire il prezzo del diesel in un’economia di guerra molto più di quanto fanno crescere quello della benzina, si tratta di una crisi che ha colto impreparato il mondo occidentale e l’Italia non fa eccezione, anzi.





