L’hanno battezzato la piccola Scozia e nonostante sia un piccolo borgo, qui le Highlands scozzesi sono in tutti gli angoli. E indovina? Si trova proprio nel nostro paese!
L’Italia non è preziosa soltanto per i suoi usi, costumi e tradizioni diversi tra Nord e Sud, ma anche per la sua incredibile capacità di aver assorbito molte popolazioni come ci insegna la storia. Basta soltanto pensare alla Sicilia, terra di spagnoli, norreni, greci, romani e più che ne ha più ne metta. E proprio in Italia, in Piemonte, troviamo un piccolo paese che è stato ribattezzato come la ‘Piccola Scozia italiana‘. Qui tutto ricorsa le Highlands scozzesi, dall’architettura ai costumi tradizionali, passando persino per alcuni termini e cognomi. Se adori gli scenari fortemente inglesi, allora devi visitare questo borgo oggi stesso!
Tutto prende vita in un lontano 1525: secondo le leggende del luogo, un reggimento di soldati scozzesi sconfitti durante la storica Battaglia di Pavia e al servizio del Re Francesco I di Francia, stava rientrando verso il Nord, quando una fortissima bufera dovette fargli cambiare idea. Tra le gole della valle Cannobina trovarono rifugio proprio in questo borgo chiamato Gurro.
Il piano iniziale era di rimanere lì fin quando la bufera sarebbe passata e invece trascorse tutta la primavera e i soldati decisero di trasformare Gurro nella propria casa. Il motivo è facile da intuire: l’archittettura del luogo, le ampie distese montanare e la natura incontaminata che li attorniava ricordava moltissimo gli scorci scozzesi e, innamorandosi anche delle donne del luogo, fondarono una vera e propria nuova comunità che ancora ad oggi vive ed è presente.
Negli anni Gurro visse sempre più questo meraviglioso miscuglio tra scozzesi e italiani, creando nuove tradizioni, usi e costumi: ad esempio durante le feste gli uomini usano spesso quelli che assomigliano a kilt in tartan, questo tessuto viene ampiamente utilizzato anche dalle donne durante i periodi invernali, ma anche l’architettura nel tempo ha subito diverse influenze scozzesi.
Un esempio pratico sono ancora le antiche abitazioni a graticcio con le travi incrociate a formare la famosa croce di Sant’Andrea, così come le influenze dialettali e persino alcuni cognomi di chiara origine scozzese. Cognomi per l’appunto diffusissimi sono Donaldi e Gibi che richiamano i più famosi McDonald e Gibb. L’Università di Zurigo ha anche trovato circa 800 parole dialettali di stampo gaelico ancora ad oggi in uso.
Infine, ma non per importanza, all’epoca veniva usata come unità di misura locale il piede di gurro, corrispondendo alla stessa della Scozia del XVI secolo. Negli anni 70 tuttavia, accade qualcosa di ancora più importante. Il Barone di Gayre visitando e studiando l’intero luogo, riconosce gli abitanti di Gurro come membri onorari del Clan Gayre. Insomma, in Italia abbiamo una fetta autentica di Scozia!