Se passate da qui, dovete visitare questo edificio di culto del X secolo: vi sembrerà di rivivere nell’Impero Bizantino e di trovarvi in un altro Stato.
C’è un luogo in Italia che, più di altri, sembra sfidare la geografia e trasportare chi lo osserva direttamente nel cuore dell’Oriente medievale: non è un’esagerazione definire questo borgo e in particolare uno dei suoi edifici maggiormente riconoscibili una sorta di “Costantinopoli italiana”, anche se parliamo di un paese che ha una lunga storia di conquiste e dominazioni. A prima vista, ciò che colpisce dell’edificio religioso è la sua forma.
Si tratta della struttura di un edificio compatto in mattoni, quasi cubico, sormontato da cinque cupole emisferiche di colore rossastro, insomma non è l’immagine tipica di una chiesa italiana, anzi tutto richiama immediatamente l’architettura dell’Oriente cristiano, quella sviluppata nell’antica Costantinopoli, capitale dell’Impero Bizantino. Per capire davvero questo luogo bisogna fare un passo indietro nella storia e risalire alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente.
Come noto, la parte orientale dell’Impero Romano – con capitale Costantinopoli – continuò a esistere per quasi mille anni: l’impero, che noi chiamiamo bizantino, non era solo una potenza politica, ma anche un centro culturale e artistico di enorme influenza. La sua architettura religiosa sviluppò uno stile unico: edifici raccolti, pianta centrale, cupole che si moltiplicano nello spazio e una forte dimensione simbolica, che riuscì ad approdare sulle coste della Calabria.
Per lunghi periodi, tra il VI e l’XI secolo, gran parte dell’Italia meridionale fu sotto il controllo bizantino e non si trattava di una periferia marginale, ma un territorio vivo, attraversato da monaci e funzionari che portarono lingua, religione, oltre che i modelli artistici tipici di quella parte di Oriente. Tutto il Sud Italia è disseminato dalle tracce di quella presenza e la Cattolica di Stilo, esemplare di “Costantinopoli italiana” appunto, è una delle testimonianze più pure di questa presenza.
La struttura segue perfettamente i canoni bizantini: abbiamo già citato le cinque cupole disposte secondo uno schema simbolico, con quella centrale dominante e le altre a creare equilibrio. All’interno, lo spazio è quasi mistico, pensato più per la contemplazione che per la grandiosità: trovarsi davanti a questo edificio, appena fuori da un piccolo borgo calabrese, crea spaesamento, perché sembra davvero di essere usciti dall’Italia e di essere finiti, senza accorgersene, in un punto qualsiasi della Turchia o della Grecia.
La cosa forse più sorprendente della Cattolica di Stilo è la sua conservazione: dopo oltre mille anni, infatti, è arrivata fino a noi mantenendo intatta la sua identità, resistendo al tempo e ai cambiamenti storici. È come una finestra aperta su un’epoca in cui il Mediterraneo non divideva, ma univa culture diverse, ed è qualcosa di molto particolare in un’Italia che è spesso associata all’eredità di Roma capitale dell’Impero oppure all’epoca rinascimentale.