Il segreto che bolle in mezzo a una piazza piemontese: qui trovi la sorgente termale più famosa d’Italia.
Passeggi per il centro di una cittadina del Piemonte e improvvisamente ti ritrovi davanti a qualcosa che non ti aspetti. Non è un’installazione artistica né un effetto speciale, ma un fenomeno naturale che sfida ogni logica urbana. Dalla pietra della piazza sale un vapore denso e caldo, che sembra raccontare storie di tempi antichi e misteriosi. L’aria intorno ha un odore particolare, quasi sulfureo, e un richiamo irresistibile: ti chiedi come sia possibile che qualcosa di così potente si trovi proprio lì, a portata di mano, nel cuore della città.
Camminando tra i portici e le vie acciottolate, il senso di mistero cresce. Ogni angolo sembra custodire segreti dimenticati, mentre torri storiche e edifici ottocenteschi si affacciano sulla piazza come silenziosi custodi. Sembra di sentire il passaggio di secoli in un solo istante: dall’epoca romana, quando questi luoghi erano già destinati al benessere e alla cura, fino all’Ottocento, con eleganti tempietti e strutture progettate per celebrare la grandiosità dell’acqua che scorre. Sotto le arcate dei portici si intravedono mosaici antichi, pavimenti che raccontano di un tempo in cui le terme erano luoghi di socialità e guarigione, e perfino resti di piscine romane che testimoniano quanto questa acqua fosse preziosa per chi abitava la città.
Solo a metà della piazza il mistero si svela: quella sorgente di vapore non è decorativa, ma una vera e propria acqua termale che sgorga a una temperatura impressionante di 74 gradi centigradi. Si tratta della famosa Bollente di Acqui Terme, una delle poche sorgenti naturali al mondo accessibili direttamente in un centro storico. Il tempietto ottagonale che la ospita, costruito dall’architetto Giovanni Cerruti nel 1879, eroga ogni minuto oltre 500 litri d’acqua sulfurea-salso-bromo-iodica, alimentando da secoli gli stabilimenti termali e affascinando curiosi da ogni parte del mondo.
Accanto alla sorgente si erge la Torre Civica dell’Orologio, soprannominata la “torre senza fondamenta” perché poggia sulle case circostanti invece che sul terreno. Una sentinella insolita che veglia sulla piazza e accompagna i visitatori verso un’esperienza che unisce natura, storia e leggenda. L’acqua della Bollente non è solo spettacolo: le sue proprietà curative sono note da secoli e continuano a essere sfruttate negli stabilimenti locali, dove viene impiegata contro problemi respiratori, reumatismi e disturbi della pelle, mentre i fanghi termali completano un’offerta che coniuga benessere e tradizione.
Ma l’acqua di Acqui non è solo medicina: ha ispirato riti e racconti che sopravvivono nella memoria della città. Una delle tradizioni più curiose narra degli “sgaientò”, neonati immersi brevemente nell’acqua bollente subito dopo la nascita per ricevere il riconoscimento della comunità. E poi c’erano i brentau, incaricati di trasportare a domicilio enormi contenitori di acqua calda, un mestiere che richiedeva forza e abilità e che oggi rivive nel Palio del Brentau, una gara storica che si tiene ogni settembre. La storia di Acqui Terme si intreccia così con il quotidiano e con il mito, trasformando un fenomeno naturale in simbolo culturale e identitario.
Fermarsi davanti alla Bollente significa osservare un’acqua che bolle davvero nel centro storico, respirare un vapore carico di secoli e sentire il legame unico tra la città e la sua risorsa più preziosa. Passeggiando tra le vie, tra mosaici romani e architetture ottocentesche, ci si accorge che ad Acqui la storia non è relegata nei musei: è sotto i piedi, nell’aria che sale dalla piazza, e continua a vivere, bollendo silenziosa tra le case e i portici della città.