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La Chernobyl italiana si trova vicino Roma: tutto contaminato da scarichi industriali e pesticidi

Intorno è tutto contaminato da scarichi industriali e pesticidi, è definita la Chernobyl italiana ed è un luogo che sarebbe meglio evitare.

A poche decine di chilometri dalla capitale esiste un territorio che da oltre mezzo secolo convive con una delle crisi ambientali più gravi d’Italia. Un’area attraversata da un fiume, circondata da colline e piccoli centri abitati, dove vivono centinaia di migliaia di persone. Per anni questa zona è stata simbolo di sviluppo industriale: fabbriche, nuovi posti di lavoro, infrastrutture e investimenti, ma dietro quella crescita si nascondeva una realtà molto diversa.

La Chernobyl italiana si trova vicino Roma: tutto contaminato da scarichi industriali e pesticidi Acvbus.it

Nel corso dei decenni sono emersi scarichi industriali nei corsi d’acqua, rifiuti tossici interrati, sostanze chimiche disperse nell’ambiente e pesticidi altamente pericolosi. Un problema rimasto a lungo nell’ombra ma emerso definitivamente nel 2005, quando in una zona agricola della provincia di Frosinone, 25 mucche morirono improvvisamente dopo aver bevuto acqua contaminata.

La Chernobyl italiana si trova a pochi passi da Roma: un luogo contaminato da scarichi industriali e pesticidi

Il territorio in questione è la Valle del Sacco, nel Lazio, tra le province di Roma e Frosinone. Qui vivono circa 220.000 persone distribuite in 19 comuni, in un’area dichiarata Sito di Interesse Nazionale, cioè una zona dove lo Stato riconosce un livello di inquinamento particolarmente grave. Tutto è iniziato negli anni ’60 con la nascita di un grande polo industriale lungo il Fiume Sacco, che attraversa la valle tra i Monti Ernici e i Monti Lepini prima di confluire nel Fiume Liri.

Con il passare del tempo, diverse industrie hanno iniziato a scaricare sostanze chimiche nel fiume o a interrare rifiuti tossici nei terreni circostanti. L’inquinamento ha finito per contaminare quasi 90 chilometri di corso d’acqua e vaste aree agricole. Tra i centri più colpiti ci sono Colleferro, Ceccano, Patrica, Supino, Morolo e Falvaterra.

La Chernobyl italiana si trova a pochi passi da Roma: un luogo contaminato da scarichi industriali e pesticidi Acvbus.it

Uno degli elementi più pericolosi emersi nelle indagini è il lindano, un pesticida utilizzato in passato nella produzione chimica. I residui della sua lavorazione, come il β-esaclorocicloesano, sono stati interrati per anni vicino al fiume. Queste sostanze si sono lentamente infiltrate nel terreno e nelle falde acquifere.

Nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il lindano come cancerogeno per l’uomo. Gli studi sanitari condotti nella zona hanno evidenziato dati preoccupanti: tra i residenti si registrano valori anomali di sostanze tossiche nel sangue e un’incidenza più alta di alcuni tumori, tra cui quelli alla vescica e alla pleura negli uomini e al seno e all’utero nelle donne.

Nonostante anni di indagini e processi, la vicenda giudiziaria si è conclusa senza una vera risposta. Nel 2022 la condanna per disastro ambientale è caduta in prescrizione presso la Corte d’Appello di Roma, cancellando anche i risarcimenti. Oggi la Valle del Sacco resta una delle aree più contaminate del Paese, simbolo di una pagina difficile della storia industriale italiana che continua ancora a pesare sul territorio e sulla vita dei suoi abitanti.