Un luogo magico nel cuore della Toscana, tra le Alpi Apuane: nemmeno una diga e un lago artificiale sono riusciti a cancellare questo borgo.
Chi arriva in questo piccolo borgo non trova soltanto un paesaggio suggestivo, ma un’esperienza capace di lasciare il segno: siamo nel cuore più selvaggio della Toscana e dimenticate per qualche minuto sia Firenze e le sue bellezze architettoniche, che altri luoghi della Regione da scoprire, come Arezzo, una vera e propria città gioiello. Questo borgo minuscolo, uno di quei luoghi del silenzio che bisogna riscoprire in Italia, ha molto da raccontare ai visitatori.

Si chiama Isola Santa ed è un villaggio di pietra incastonato tra le Alpi Apuane, capace di conquistare chiunque con quella sua atmosfera quasi irreale, e che vuole raccontare la sua storia di abbandono prima e rinascita poi. Il borgo si trova nel territorio del comune di Careggine, in provincia di Lucca, tra boschi fitti e montagne imponenti, affacciato su un lago artificiale che lo rende totalmente un paesaggio da fiaba.
La storia di Isola Santa, dal Medioevo alla costruzione della diga
Ma la sua storia è quella di un villaggio che per lungo tempo è stato considerato un borgo fantasma: per riscoprire questa storia, bisogna partire dal Medioevo. Nato probabilmente come punto di sosta lungo le antiche vie di collegamento tra la Garfagnana e la Versilia, il borgo deve il suo nome alla presenza di una chiesa dedicata a San Jacopo, e per secoli è stato abitato da poche famiglie che vivevano di agricoltura e allevamento, ma anche di ciò che il bosco circostante concedeva.

La vita a Isola Santa scorreva lenta, scandita dalle stagioni e dalle tradizioni montane, poi come tanti villaggi italiani ha dovuto fare i conti con una modernizzazione forzata dei territori, che li modificava profondamente: venne infatti costruita una diga, che diede vita al lago artificiale adiacente al borgo. Ancora oggi, quando il livello dell’acqua si abbassa, riemergono resti e tracce del passato, alimentando il fascino e il mistero di un “borgo sommerso”.
Come è rinata Isola Santa, il borgo che una diga e lo spopolamento volevano cancellare
La verità è che il centro di questo borgo non è mai stato cancellato dalla diga, come ad esempio è avvenuto altrove, dove la popolazione è stata coattamente spostata e il passato è stato cancellato, ma in ogni caso, come molti piccoli centri montani italiani, anche Isola Santa ha conosciuto lo spopolamento. Nel secondo dopoguerra gli abitanti si trasferirono verso città più grandi in cerca di lavoro e opportunità, le case rimasero vuote e le strade silenziose, tanto che il borgo sembrò destinato a scomparire lentamente.

La rinascita è arrivata grazie a un progetto di recupero attento e rispettoso dell’identità originaria: le abitazioni in pietra sono state restaurate mantenendo le caratteristiche architettoniche tradizionali e oggi Isola Santa si è trasformata in un albergo diffuso che permette di soggiornare nelle case storiche del borgo. Così, è diventata una meta ideale per chi cerca tranquillità e contatto diretto con la natura, lunghe passeggiate tra i suoi vicoli, il silenzio e panorami mozzafiato.





