500 orti gestiti dai nonni hanno trasformato questa città italiana: ora tutti desiderano andarci

La vicenda degli orti urbani e condivisi che sarebbero centinaia in una nota città italiana e che sarebbero gestiti da anziani: cosa c’è di vero.

Negli ultimi anni gli orti urbani e gli orti condivisi sono diventati un simbolo concreto di rigenerazione delle città, parliamo nel concreto di spazi verdi coltivati all’interno dei centri abitati, spesso ricavati da terreni incolti o aree abbandonate, che vengono affidati a cittadini, associazioni o gruppi di volontari. Non sono soltanto appezzamenti dove far crescere pomodori e zucchine: rappresentano luoghi di incontro e educazione ambientale.

anziano nell'orto
500 orti gestiti dai nonni hanno trasformato questa città italiana: ora tutti desiderano andarci (Acvbus.it)

Gli orti condivisi, in particolare, puntano sulla gestione collettiva e sulla collaborazione tra generazioni, trasformando la cura della terra in un’esperienza comunitaria: è un modello di inclusione sociale che senza dubbio oltre a essere positivo, si propone di essere propositivo, contribuendo anche alla rinascita di nuove aree verdi nei contesti cittadini. Parlando di queste tematiche, c’è una storia che negli ultimi tempi ha attirato molta attenzione e che arriva da Foggia.

I 500 orti gestiti dai nonni tra realtà e leggenda

Si tratta di una vicenda che mischia la realtà dei fatti con la leggenda metropolitana, ovvero con la diffusione di una notizia che non è totalmente corretta e che contribuisce ad alimentare un mito. Infatti, si dice che a Foggia esistano 500 orti gestiti dai nonni della città, che avrebbero contribuito in questo modo a rigenerarla e anzi a renderla più attrattiva. Un racconto che si è diffuso rapidamente, presentato come un modello virtuoso per tutto il Sud Italia, ma che non è del tutto vero.

orto con verdure e ortaggi in una cassetta
I 500 orti gestiti dai nonni tra realtà e leggenda (Acvbus.it)

L’idea di centinaia di appezzamenti curati da anziani volontari, su terreni un tempo degradati, ha colpito l’immaginario collettivo, offrendo un’idea di riscatto sociale e ambientale, che peraltro si sarebbe espanso in una città del Sud Italia che negli anni ha fatto i conti con una dura realtà fatta di criminalità organizzata e microcriminalità diffusa. Tutto sicuramente molto bello, e questi spazi verdi senza dubbio esistono, ma i numeri sono un po’ una forzatura.

Ma cosa c’è di vero in questa narrazione?

La forzatura, evidentemente, è comunque nei numeri e non nei contenuti di bellissime iniziative come quelle che riguardano gli orti condivisi, che in ogni caso a Foggia sono decine e decine: insomma, il numero 500 sarà anche di fantasia, ma l’esperienza positiva esiste, eccome. Insomma, nel capoluogo dauno esistono effettivamente esperienze significative di agricoltura sociale e orti urbani, ma i numeri sono stati gonfiati, trasformando un’iniziativa concreta in una sorta di favola moderna.

mani lavorano in un orto urbano
Ma cosa c’è di vero in questa narrazione? (Acvbus.it)

Tra i progetti più rilevanti – che rendono Foggia attrattiva – spicca la fattoria sociale della Masseria De Vargas, una realtà che rappresenta un esempio autentico di rigenerazione territoriale. Qui sono stati realizzati circa 80 orti sociali assegnati ai cittadini: questa iniziativa è una forma di inclusione sociale che coinvolge famiglie, anziani, giovani e persone fragili in percorsi di formazione e partecipazione attiva, nessun esercito di nonni agricoltori, dunque, ma un percorso positivo e comunitario.