Il borgo fantasma che tutto il mondo ci invidia: il luogo senza tempo che pochi italiani conoscono

Lo spopolamento dei borghi italiani, una ferita sempre più aperta e la storia di un borgo fantasma che è famoso in tutto il mondo.

Il nostro Paese custodisce un patrimonio diffuso fatto di piccoli centri arroccati, costruiti sulla roccia e attorno dei luoghi simbolici e all’epoca estremamente necessari per la crescita e lo sviluppo, come castelli oppure abbazie. Sono quegli stessi luoghi che oggi affrontano un dramma silenzioso, quello dello spopolamento. I giovani si sono trasferiti nelle città, il lavoro si è concentrato altrove, le case restano chiuse e sfitte e addirittura vengono a mancare i servizi essenziali.

gregge pascola nel borgo abbandonato di craco
Il borgo fantasma che tutto il mondo ci invidia: il luogo senza tempo che pochi italiani conoscono (Acvbus.it)

Non è raro, soprattutto nel Sud Italia, imbattersi in piccoli centri che di anno in anno perdono larghe fette della popolazione, vedono crescere l’età media, con anziani costretti ad andare a ritirare la pensione nell’ufficio postale del paese affianco e genitori che devono portare i figli a scuola in un altro comune. Si tratta di una trasformazione sociale profonda che ha cambiato la geografia umana del Paese, colpendo appunto i borghi e le frazioni.

Il borgo fantasma scelto come set da Mel Gibson e Francesco Rosi

Alcuni borghi resistono reinventandosi attraverso il turismo lento e culturale, altri sono diventati scenari immobili, quasi musei a cielo aperto: uno di quelli che appartiene alla seconda categoria, forse il più noto anche al di fuori dei nostri confini, si chiama Craco ed è in Basilicata, nello specifico nella provincia di Matera. Siamo su una collina argillosa a quasi 400 metri sul livello del mare e la storia di questo borgo è davvero molto antica.

vista di craco il borgo fantasma
Il borgo fantasma scelto come set da Mel Gibson e Francesco Rosi (Acvbus.it)

Oggi appare come un set cinematografico naturale, tanto che ad esempio Mel Gibson ci ha girato il film La Passione di Cristo e in particolare la scena dell’impiccagione di Giuda. In tanti, però, hanno voluto Craco come set dei loro film e la pellicola più famosa è Cristo si è fermato a Eboli, per la regia di Francesco Rosi e con Gian Maria Volonté nel ruolo di Carlo Levi. Anche Rocco Papaleo lo ha scelto per alcune scene del suo film d’esordio alla regia, Basilicata Coast to Coast.

La storia del borgo di Craco

Le origini di Craco risalgono all’VIII secolo a.C., quando gruppi di greci si stabilirono nell’area per sfuggire alla malaria delle pianure, mentre furono i monaci bizantini a farne sviluppare il territorio. Come molti borghi arroccati, anche Craco ebbe un ruolo difensivo primario nel Medioevo, tanto che sono ancora visibili tracce della torre normanna, quindi il paese conobbe per secoli fasi di grande prosperità, fino al 1963 e alle gravi frane che lo segnarono.

craco ai primi anni sessanta
La storia del borgo di Craco (Acvbus.it)

A causa poi di un’alluvione avvenuta nel 1972 e del terremoto del 23 novembre 1980, nel giro di pochi anni il paese fu completamente abbandonato. Da allora Craco è rimasta immobile, consumata dal vento e dal tempo, ma estremamente affascinante: tra le costruzioni altamente suggestive c’è ad esempio la Chiesa Madre di San Nicola, risalente al XIV secolo. Sono però le strade deserte, con le case e gli arredi ancora visibili, a restituire quella sensazione che qui il tempo si sia davvero fermato.

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