In una località italiana ci sono le mura medievali più lunghe d’Europa: si tratta di una tranquilla città di provincia fuori dai circuiti turistici più noti.
L’Italia è un Paese pieno di meraviglie che tutti conoscono: da Roma a Firenze, passando per Venezia, ogni anno milioni di visitatori, soprattutto stranieri, vengono attratti dalle nostre più note città d’arte, ma al tempo stesso esistono luoghi meno celebrati, città che custodiscono tesori straordinari ma che restano sorprendentemente fuori dai grandi itinerari turistici. Tra queste c’è una località del Lazio che conserva un primato incredibile, capace di lasciare senza parole chiunque ami la storia medievale.

Qui – in quella che può sembrare una tranquilla città di provincia – si trovano le mura medievali più estese e meglio conservate d’Europa. Un record che appartiene alla città che forse meno ti aspetti, ma che condensa appunto secoli e secoli di storia tra le sue mura di cinta, passando ugualmente spesso inosservata. La costruzione di queste mura comincia nel 1095 e viene scelta per la loro realizzazione la pietra locale, che è di origine vulcanica.
Una vera e propria città fortezza circondata da chilometri di mura
Non si trattava di una scelta casuale: resistente e facilmente reperibile, questa pietra contribuì a rendere la fortificazione solida e imponente. Nei secoli successivi la struttura venne ampliata e rinforzata, perché la città in questione occupava una posizione strategica e doveva difendersi dagli eserciti che attraversavano la penisola. Stiamo parlando di Viterbo, le cui origini sono etrusche e che a colpo d’occhio è una vera e propria città fortezza.

Basta del resto avvicinarsi al suo centro storico per rendersi conto di trovarsi davanti a qualcosa di unico: la cinta muraria che abbraccia la città si estende per circa quattro chilometri ed è ancora oggi in gran parte intatta. Camminando lungo le sue possenti pareti in pietra vulcanica, si ha davvero la sensazione di fare un salto indietro nella storia, e precisamente al 1243, quando l’imperatore Federico II di Svevia tentò di conquistare la città, fallendo nel suo intento.
Cosa non perdersi nel centro storico di Viterbo
I viterbesi, guidati dal cardinale Raniero Capocci, riuscirono a difendere la città, trasformando quella vittoria in un simbolo di orgoglio e indipendenza e fin da allora la cinta muraria – con le sue tredici porte che regolavano l’accesso alla città – è diventata l’emblema di una comunità capace di resistere agli attacchi più duri. Altrettanto maestoso è il fascino di quel che ancora oggi si sviluppa nel centro storico di Viterbo.

Qui, infatti, si trova intatto San Pellegrino uno dei quartieri medievali meglio conservati d’Italia, intreccio di vicoli, case in pietra, torri e piazzette che sembrano rimaste ferme al Medioevo. Sempre nel centro della città capoluogo di provincia laziale si può trovare il maestoso Palazzo dei Papi, testimonianza del periodo in cui Viterbo fu sede pontificia. La bellezza di un Paese come l’Italia forse è racchiusa proprio in città come Viterbo, coi suoi tesori ancora ben nascosti al turismo di massa.





