Un canyon verde nel cuore dell’Umbria, acqua color smeraldo e vasche naturali da sogno: scopri dove si trovano le spettacolari Mole di Narni e come visitarle.
C’è un luogo in Italia dove il verde non è solo un colore, ma un’esperienza. Un corridoio naturale incastonato tra pareti rocciose verticali, boschi che si tuffano nell’acqua e riflessi turchesi che cambiano con la luce del giorno. Chi arriva qui per la prima volta resta in silenzio. Perché non sembra Umbria. Sembra un’isola lontana, un angolo caraibico nascosto tra le colline.
Il fiume scorre lento, quasi immobile in alcuni tratti, e crea specchi d’acqua così limpidi da sembrare irreali. Le rocce calcaree stringono la valle come in un abbraccio antico, mentre il vento si infila tra gli alberi e porta con sé il rumore continuo dell’acqua. Un sottofondo ipnotico, capace di far dimenticare il resto.
E poi ci sono tracce di un passato lontanissimo. Archi in pietra che emergono dall’acqua, resti di un porto romano, piloni giganteschi che raccontano quando da qui si partiva in barca verso Roma. Natura e storia convivono nello stesso spazio, senza forzature, come se fosse sempre stato così.
Questo paradiso color smeraldo è il tratto del fiume Nera tra Narni e Stifone, nel cuore del Parco delle Gole del Nera. Ed è qui che si nasconde uno dei luoghi più sorprendenti dell’Italia centrale: le celebri Mole di Narni.
Le Mole sono vasche naturali scavate nella roccia, con acqua ferma e trasparenze incredibili. Il colore è così intenso da sembrare ritoccato. In estate la temperatura resta sorprendentemente bassa, intorno ai 15 gradi, e questo rende il bagno un’esperienza da affrontare con calma, entrando poco alla volta.
Per proteggere questo ecosistema delicato, l’accesso è regolamentato. Non si può entrare liberamente in ogni area: alcune zone richiedono prenotazione e gli ingressi sono contingentati. È una scelta necessaria per evitare sovraffollamento e danni ambientali. Le informazioni aggiornate su orari e modalità sono pubblicate dal Comune di Narni, che gestisce gli accessi nelle aree controllate.
Il modo più semplice per raggiungere questo angolo di paradiso è percorrere la ciclopedonale sull’ex ferrovia, conosciuta come sentiero CAI 659. È un tracciato quasi pianeggiante, adatto anche a chi non è un escursionista esperto. Il fiume resta sempre accanto, visibile e vicino, e il cammino diventa una passeggiata immersa nel verde.
Lungo il percorso si incontrano luoghi simbolo come il maestoso Ponte d’Augusto, con i suoi piloni romani imponenti, e scorci che sembrano usciti da una cartolina. Il borgo di Stifone, con le case affacciate sull’acqua, completa un itinerario che unisce natura e storia senza sforzo.